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Avvocati del lavoro in Italia

Licenziamento e vertenze di lavoro: il termine di 60 giorni, la conciliazione, il giudice del lavoro e quando serve davvero un avvocato.

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Cerca un avvocato del lavoro per un licenziamento o una vertenza? Il primo termine è breve e può decidere tutto il resto. Questa pagina spiega che cosa prevede la legge, sulla base di fonti ufficiali consultate il 31 ottobre 2026.

Per un quadro generale sulla scelta di un legale in Italia, veda la pagina Avvocati in Italia.

Quali questioni segue?

  • Licenziamento: forma, motivi e impugnazione.
  • Stipendi, inquadramento, straordinari e differenze retributive.
  • Rinunce e transazioni firmate con il datore di lavoro.
  • Rapporti di collaborazione indicati dall’art. 409 c.p.c.

Quando è obbligatorio l’avvocato?

Situazione Avvocato obbligatorio? Norma
Lettera di impugnazione del licenziamento No per legge: vale qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale, anche tramite il sindacato. L. 604/1966, art. 6
Tentativo di conciliazione No: può essere promosso anche tramite l’associazione sindacale. È facoltativo. c.p.c., art. 410
Negoziazione assistita nel lavoro Sì: ciascuna parte è assistita da almeno un avvocato, e può esserlo anche da un consulente del lavoro. È facoltativa. D.L. 132/2014, art. 2-ter
Causa davanti al giudice del lavoro Di regola sì. La difesa personale è ammessa solo per le cause fino a 250 mila lire, l’importo ancora scritto nella norma. c.p.c., art. 82; art. 417

Chi decide?

Materia Chi decide o interviene
Cause di lavoro privato e altri rapporti dell’art. 409 Tribunale in funzione di giudice del lavoro. Competente è di regola il luogo in cui è sorto il rapporto o si trova l’azienda o la dipendenza (c.p.c., art. 413).
Conciliazione davanti alla commissione Commissione di conciliazione presso la Direzione del lavoro. La richiesta interrompe la prescrizione e sospende le decadenze per la durata del tentativo e per i venti giorni successivi (art. 410).
Conciliazione dopo una richiesta di intervento ispettivo Ufficio territoriale del lavoro, con un proprio funzionario (d.lgs. 124/2004, art. 11).

Termini da controllare

  • 60 giorni per impugnare, dalla ricezione del licenziamento scritto o dei motivi se comunicati dopo (L. 604/1966, art. 6).
  • 180 giorni successivi per depositare il ricorso o comunicare la richiesta di conciliazione o arbitrato. Se questi sono rifiutati o manca l’accordo, altri 60 giorni per il ricorso.
  • Forma: il licenziamento deve essere comunicato per iscritto con i motivi; altrimenti è inefficace (art. 2).
  • Rinunce e transazioni: quelle su diritti inderogabili si impugnano entro sei mesi dalla cessazione del rapporto o dalla firma, se successiva, salvo conciliazioni nelle sedi indicate (c.c., art. 2113).

Le conseguenze del licenziamento illegittimo dipendono da data di assunzione, tipo di datore e motivo: regole diverse sono nell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e nel d.lgs. 23/2015. Se le è stata offerta una somma per chiudere, chieda un parere prima di firmare (art. 6). La procedura passo per passo, le tutele e la NASpI sono spiegate nella guida su come impugnare un licenziamento.

Come verificare l’avvocato nell’Albo?

Cerchi il nome nella ricerca avvocati del Consiglio Nazionale Forense. I dati sono gestiti e aggiornati dai singoli Consigli dell’Ordine (CNF): se un nome non compare, controlli direttamente l’albo dell’Ordine locale, che per legge è pubblico e pubblicato sul suo sito (L. 247/2012, art. 15, c. 3). Il titolo di avvocato spetta solo a chi è o è stato iscritto a un albo (art. 2, c. 7).

La ricerca conferma l’iscrizione, non l’esperienza nella materia. Il diritto del lavoro è un’area di attività, non un titolo: chieda quali casi simili segue lo studio. Il titolo disciplinato dall’art. 9 della L. 247/2012 è attribuito soltanto dal CNF e risulta dagli elenchi tenuti dagli Ordini. Diffidi di messaggi equivoci o suggestivi, che la legge non ammette nell’informazione dell’avvocato (art. 10, c. 2).

Cosa portare al primo incontro?

  • Lettera di licenziamento con busta o prova della data di ricezione.
  • Contratto, lettera di assunzione, ultime buste paga e CCNL applicato, se lo conosce.
  • Contestazioni disciplinari e risposte.
  • Eventuali accordi, verbali di conciliazione o rinunce firmati.
  • Comunicazioni scritte con il datore, nomi dei colleghi che possono testimoniare.

Chieda subito quanto può costare l’incarico. L’avvocato deve comunicare per iscritto la prevedibile misura del costo, distinguendo oneri, spese e compenso, e il compenso si pattuisce di regola per iscritto (L. 247/2012, art. 13, cc. 2 e 5).

Patrocinio a spese dello Stato

Chi non ha mezzi può chiedere il patrocinio a spese dello Stato, spesso chiamato gratuito patrocinio, se le sue ragioni non risultano manifestamente infondate (d.P.R. 115/2002, art. 74).

Il limite di reddito è oggi di 13.659,64 euro di reddito imponibile annuo, secondo l’aggiornamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 luglio 2025 (nota della Corte d’appello di Milano; Tribunale di Cagliari). Si considera l’ultima dichiarazione dei redditi e, in genere, si sommano i redditi dei familiari conviventi (d.P.R. 115/2002, art. 76).

Nel civile la domanda va al Consiglio dell’Ordine del luogo in cui ha sede il giudice competente, che decide entro dieci giorni; se la respinge, si può riproporre al giudice (artt. 124 e 126). Dopo l’ammissione si sceglie il difensore dall’elenco degli avvocati abilitati (Ministero della giustizia). Attenzione: chi perde non può usare la stessa ammissione per impugnare (art. 120).

Può rivolgersi anche al sindacato: la legge riconosce il suo ruolo sia nell’impugnazione sia nel tentativo di conciliazione.

Domande frequenti

Quanto tempo ho per impugnare il licenziamento?

Sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, o dei motivi se comunicati dopo (L. 604/1966, art. 6). Il termine è a pena di decadenza.

Posso scrivere la lettera da solo?

La norma ammette qualsiasi atto scritto che renda nota la volontà di impugnare. Conviene conservare la prova dell’invio e della ricezione.

La conciliazione è obbligatoria?

Il tentativo presso la commissione è indicato come facoltativo: l’art. 410 c.p.c. dice che si «può» promuovere. Interrompe la prescrizione e sospende le decadenze.

Devo accettare una somma per chiudere?

Non è un obbligo. Prima di firmare chieda un parere, perché le rinunce fatte in certe sedi non si possono più impugnare (c.c., art. 2113).

Norme e fonti

Informazione consultata il 31 ottobre 2026. È informazione generale e non sostituisce il parere di un avvocato sul suo caso.

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