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Guida · Successioni ed eredità

Successione ereditaria in Italia: passaggi, quote e imposte

Che cosa fare dopo un decesso: quote degli eredi, testamento, accettazione o rinuncia, dichiarazione di successione entro 12 mesi, imposte e divisione.

Scritto da adminPubblicato il

Che cosa bisogna fare dopo un decesso?

I passaggi principali sono verificare se esiste un testamento, decidere se accettare e presentare la dichiarazione fiscale. La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (c.c., art. 456).

Passaggio Termine Fonte
Presentare a un notaio il testamento olografo per la pubblicazione Appena si ha notizia della morte c.c., art. 620
Inventario, per chi è nel possesso di beni ereditari 3 mesi dall’apertura o dalla notizia, con possibile proroga art. 485
Dichiarazione di successione 12 mesi dall’apertura della successione Agenzia delle Entrate
Imposta di successione autoliquidata Entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione Agenzia delle Entrate
Voltura catastale, se non è chiesta nella dichiarazione 30 giorni dalla registrazione Agenzia delle Entrate
Accettazione dell’eredità 10 anni dall’apertura della successione art. 480

Questa guida spiega la procedura. Per capire se le serve un legale o bastano notaio e Agenzia delle Entrate, veda quando serve un avvocato per una successione.

Chi eredita se non c’è un testamento?

Senza testamento l’eredità va al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e infine allo Stato (c.c., art. 565). Le quote principali sono queste.

Chi resta Quota Norma
Solo figli Parti uguali tra i figli Art. 566
Coniuge e un figlio Metà al coniuge, metà al figlio Art. 581
Coniuge e più figli Un terzo al coniuge, il resto ai figli Art. 581
Coniuge con ascendenti, fratelli o sorelle Due terzi al coniuge; agli ascendenti è salvo in ogni caso un quarto Art. 582
Solo coniuge, senza figli, ascendenti, fratelli o sorelle Tutta l’eredità Art. 583
Solo fratelli e sorelle Parti uguali; gli unilaterali hanno metà di quanto hanno i germani Art. 570

Il coniuge separato senza addebito ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato; con addebito ha diritto solo a un assegno vitalizio, se riceveva gli alimenti (art. 548). Se un figlio non può o non vuole accettare, possono subentrare i suoi discendenti per rappresentazione (art. 467).

Quanto si può lasciare con un testamento?

Il testatore decide liberamente solo sulla parte che non è riservata ai legittimari, cioè coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti (art. 536).

Chi resta Quota riservata Parte disponibile Norma
Un figlio 1/2 1/2 Art. 537
Più figli 2/3 tra tutti 1/3 Art. 537
Coniuge 1/2 1/2 Art. 540
Coniuge e un figlio 1/3 ciascuno 1/3 Art. 542
Coniuge e più figli 1/4 al coniuge, 1/2 ai figli 1/4 Art. 542
Ascendenti 1/3 2/3 Art. 538
Coniuge e ascendenti 1/2 al coniuge, 1/4 agli ascendenti 1/4 Art. 544

Al coniuge spettano inoltre i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili, se di proprietà del defunto o comuni (art. 540). Le disposizioni che superano la parte disponibile sono soggette a riduzione (art. 554), che possono chiedere solo i legittimari, i loro eredi o aventi causa (art. 557).

Forme del testamento. Il testamento può essere olografo o per atto di notaio, pubblico o segreto (art. 601). L’olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore (art. 602). Il pubblico è ricevuto dal notaio con due testimoni (art. 603). Senza autografia o sottoscrizione l’olografo è nullo; gli altri difetti di forma si fanno valere entro 5 anni dall’esecuzione (art. 606).

Come si accetta o si rifiuta un’eredità?

Si può accettare puramente e semplicemente, accettare con beneficio d’inventario o rinunciare: la scelta decide se si risponde dei debiti del defunto con i propri beni.

  • Accettazione espressa. Con atto pubblico o scrittura privata in cui si dichiara di accettare o si assume il titolo di erede (art. 475).
  • Accettazione tacita. Con un atto che presuppone la volontà di accettare e che solo un erede può compiere (art. 476). Gli atti conservativi e di amministrazione temporanea sono invece consentiti anche prima di accettare (art. 460).
  • Beneficio d’inventario. Dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere, con inventario (art. 484). Il patrimonio del defunto resta distinto e l’erede non paga debiti e legati oltre il valore dei beni ricevuti (art. 490).
  • Rinuncia. Dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo di apertura (art. 519). Chi rinuncia è considerato come se non fosse mai stato chiamato (art. 521).

Attenzione ai termini. I 10 anni dell’art. 480 non valgono allo stesso modo per tutti:

  • chi è nel possesso di beni ereditari deve fare l’inventario entro 3 mesi; altrimenti è considerato erede puro e semplice. Dopo l’inventario ha 40 giorni per decidere (art. 485);
  • chi non è nel possesso può dichiarare il beneficio finché il diritto non è prescritto, e poi ha 3 mesi per l’inventario (art. 487);
  • chiunque abbia interesse, ad esempio un creditore, può chiedere al giudice di fissare un termine: se passa senza dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare (art. 481);
  • chi sottrae o nasconde beni ereditari non può più rinunciare ed è erede puro e semplice (art. 527).

Come si presenta la dichiarazione di successione?

La dichiarazione si presenta per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi, e ne basta una anche se gli obbligati sono più di uno. Devono presentarla eredi, chiamati all’eredità e legatari, salvo chi ha rinunciato espressamente (Agenzia delle Entrate).

  1. Controlli se è esonerato. Non serve se l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, non supera 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. Le condizioni devono esserci tutte. In tal caso l’erede presenta a banche e Poste una dichiarazione di esonero.
  2. Scelga il canale. Servizio online nell’area riservata (con SPID, CIE o CNS), software dell’Agenzia, intermediario abilitato come un professionista o un CAF, oppure appuntamento in ufficio per la trasmissione del modello compilato.
  3. Chieda la voltura. La dichiarazione può comprendere la domanda di volture catastali.
  4. Chieda l’attestazione. Può servire, ad esempio, per svincolare conti o titoli.
  5. Conservi la ricevuta. La prova della presentazione è la ricevuta telematica dell’Agenzia.

Chi ha presentato una dichiarazione di successione con immobili non deve presentare per questi la dichiarazione IMU: gli uffici dell’Agenzia ne trasmettono copia al Comune. Chi risiede all’estero può usare il modello cartaceo solo in caso di impedimenti alla trasmissione telematica.

Quanto si paga di imposte?

L’imposta di successione va dal 4% all’8% a seconda della parentela, con una franchigia per i familiari più stretti.

Beneficiario Aliquota Franchigia per beneficiario
Coniuge e parenti in linea retta 4% 1 milione di euro
Fratelli e sorelle 6% 100.000 euro
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado 6% Nessuna
Altri soggetti 8% Nessuna
Persone con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3, c. 3) Secondo la parentela 1,5 milioni di euro

Fonte: Agenzia delle Entrate, aliquote e franchigie.

Se ci sono immobili, si aggiungono altre voci da versare con la dichiarazione, secondo il pieghevole dell’Agenzia delle Entrate di giugno 2026:

Voce Importo
Imposta ipotecaria 2% del valore dell’immobile, o 200 euro con i requisiti «prima casa»
Imposta catastale 1% del valore dell’immobile, o 200 euro con i requisiti «prima casa»
Imposta di bollo 85 euro per ciascuna circoscrizione di pubblicità immobiliare
Tassa per i servizi ipotecari e catastali 120 euro per ciascuna conservatoria con immobili oggetto di successione
Attestazione di avvenuta presentazione, se richiesta 32 euro (16 per la richiesta e 16 per l’attestazione), più 16 euro di tributi speciali

Pagamento. Dal 1° gennaio 2025 l’imposta di successione è autoliquidata e può essere pagata con la dichiarazione o entro 90 giorni dalla scadenza. Se la somma è almeno di 1.000 euro si può rateizzare: acconto di almeno il 20% e fino a 8 rate trimestrali, o 12 se l’importo supera 20.000 euro. L’ufficio può notificare un avviso per una maggiore imposta entro 2 anni dalla presentazione.

Quanto costano rinuncia e beneficio d’inventario?

Gli importi li indica la cancelleria del tribunale e possono cambiare da un ufficio all’altro. Ecco due esempi ufficiali, da confermare prima di pagare. Dal notaio si aggiunge il suo compenso.

  • Rinuncia, Tribunale di Palermo: marca da 16 euro e 200 euro di imposta di registro, più 16 euro e 11,79 euro per la copia conforme (Tribunale di Palermo). Il Tribunale di Milano indica importi analoghi (Tribunale di Milano).
  • Beneficio d’inventario, Tribunale di Palermo: tre marche da 16 euro, 11,79 euro di diritti di cancelleria e 294 euro per la trascrizione (Tribunale di Palermo).

Documenti che i tribunali chiedono di solito: certificato di morte, documento d’identità e codice fiscale di chi fa la dichiarazione e del defunto, copia conforme del testamento se esiste e, per minori o persone protette, l’autorizzazione del giudice tutelare.

Come si divide l’eredità tra coeredi?

I coeredi possono sempre domandare la divisione (art. 713). Il testatore può rinviarla per un periodo limitato: fino a un anno dopo la maggiore età dell’ultimo erede minore, o per non più di cinque anni dalla morte. Figli, loro discendenti e coniuge che concorrono devono conferire ai coeredi quanto hanno ricevuto in donazione dal defunto, salvo dispensa (art. 737).

Se non c’è accordo, prima della causa serve la mediazione, che per le successioni ereditarie e la divisione è condizione di procedibilità (d.lgs. 28/2010, art. 5). Il primo incontro si tiene tra 20 e 40 giorni dal deposito della domanda, salvo diverso accordo delle parti (art. 8). La procedura dura 6 mesi, prorogabili (art. 6).

Domande frequenti

Chi eredita paga i debiti del defunto?

L’erede che accetta puramente e semplicemente sì. Con il beneficio d’inventario non è tenuto oltre il valore dei beni ricevuti (art. 490). Chi rinuncia è come se non fosse mai stato chiamato (art. 521).

Se non c’è nulla da dichiarare devo comunque presentare la dichiarazione?

È esonerato solo se l’eredità va a coniuge e parenti in linea retta, non supera 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. Le condizioni possono venire meno per sopravvenienze ereditarie.

Il testamento fatto a mano è valido?

Sì, se scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore (art. 602). Va presentato a un notaio per la pubblicazione (art. 620).

Un figlio può essere escluso dal testamento?

Il testamento non può pregiudicare i diritti riservati ai legittimari (art. 457). Il figlio escluso può chiedere la riduzione delle disposizioni che superano la parte disponibile (artt. 554 e 557).

Il coniuge resta nella casa di famiglia?

Il coniuge ha il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili, se di proprietà del defunto o comuni (art. 540).

Dove verifico l’iscrizione di un avvocato?

Nella ricerca del Consiglio Nazionale Forense o nell’albo dell’Ordine locale. Trova le indicazioni nella pagina sugli avvocati in Italia.

Norme e fonti

Informazione consultata il 31 ottobre 2026. È informazione generale e non sostituisce il parere di un avvocato sul suo caso.

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